fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

rominagiuliani86@gmail.com

Dott.ssa Romina Giuliani

©

Dott.ssa Romina Giuliani


facebook
instagram
linkedin
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

rominagiuliani86@gmail.com

Dott.ssa Romina Giuliani

Gravidanza e disturbi alimentari: pregoressia

2026-01-20 09:37

Array() no author 90785

Pregoressia, microbiotaedintorni, dca, gravidanza, disturbi-alimentari, dna, pregoressia,

Gravidanza e disturbi alimentari: pregoressia

La pregoressia non è un capriccio, ma un disturbo serio che richiede cura e attenzione.

La gravidanza è un momento unico nella vita di una donna, fatto di cambiamenti fisici, emotivi e psicologici. Non sempre, però, l’esperienza viene vissuta con serenità: in alcuni casi può emergere la pregoressia, un disturbo alimentare che mette a rischio la salute della madre e del bambino.

Che cos’è la pregoressia:

Il termine pregoressia unisce le parole pregnancy (gravidanza) e anorexia (anoressia). Indica una condizione caratterizzata da una paura ossessiva di ingrassare durante la gravidanza, che porta la donna a limitare drasticamente l’alimentazione, praticare esercizio fisico in modo eccessivo e, talvolta, mettere in atto condotte compensatorie come il vomito autoindotto o l’abuso di lassativi.

Si tratta di un disturbo ancora poco conosciuto, ma che può avere conseguenze molto gravi.

Sintomi e segnali da non sottovalutare:

I campanelli d’allarme più comuni includono:

  • forte ansia legata all’aumento di peso;

  • distorsione dell’immagine corporea;

  • rifiuto o negazione della gravidanza;

  • ossessione per cibi e calorie;

  • attività fisica eccessiva nonostante le raccomandazioni mediche;

  • sintomi di ansia e depressione.

Questi comportamenti non sono semplici “attenzioni alla linea”, ma segnali di un vero e proprio disturbo.

Cause e fattori di rischio:

La pregoressia può avere origini diverse e multifattoriali:

  • storia personale o familiare di disturbi alimentari;

  • gravidanza non pianificata o non desiderata;

  • pressioni sociali e mediatiche sul corpo femminile;

  • bassa autostima e difficoltà ad accettare i cambiamenti fisici;

  • vissuti traumatici o difficoltà relazionali.

Ogni caso è unico e complesso, per questo è importante un inquadramento clinico attento.

Rischi per la madre:

Per la donna, la pregoressia può comportare:

  • malnutrizione e carenze nutrizionali;

  • anemia e osteoporosi;

  • complicazioni cardiovascolari e ginecologiche;

  • depressione post-partum;

  • rischio aumentato di aborto spontaneo.

Rischi per il bambino:

Le conseguenze possono riflettersi anche sul nascituro:

  • ritardo della crescita intrauterina;

  • basso peso alla nascita;

  • malformazioni congenite;

  • parto prematuro;

  • problemi neurologici e cognitivi;

  • nei casi più gravi, morte intrauterina.

Come affrontare la pregoressia:

La diagnosi precoce è fondamentale. In presenza di sintomi, è importante rivolgersi subito al ginecologo, al medico di fiducia o a uno specialista in disturbi alimentari.

Il trattamento prevede un approccio multidisciplinare:

  • supporto psicologico individuale e, se necessario, familiare;

  • consulenza nutrizionale personalizzata;

  • monitoraggio medico costante;

  • nei casi più gravi, ricovero in centri specializzati.

Un messaggio importante

La pregoressia non è un capriccio, ma un disturbo serio che richiede cura e attenzione. Chiedere aiuto è il primo passo per proteggere se stesse e il proprio bambino. Con il giusto sostegno, è possibile vivere la gravidanza come un’esperienza di crescita e amore, non come una lotta contro il proprio corpo.

fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b

Dott.ssa Romina Giuliani

©


facebook
instagram
linkedin