La Sindrome da Alimentazione Notturna (Night Eating Syndrome – NES) è un disturbo alimentare caratterizzato da un pattern alterato dell’assunzione di cibo, con una forte concentrazione di calorie nelle ore serali e notturne. Le persone con NES tendono a consumare almeno il 25% dell’apporto calorico giornaliero dopo cena e presentano risvegli notturni ricorrenti accompagnati dal bisogno di mangiare per riuscire a tornare a dormire. Tra i sintomi più frequenti troviamo: Molti pazienti provano imbarazzo o vergogna e faticano a parlarne, motivo per cui la NES può essere a lungo sottovalutata o confusa con altre condizioni, come il binge eating o i disturbi del sonno. L’eziologia è multifattoriale: entrano in gioco fattori psicologici, neurobiologici, endocrini e genetici, insieme allo stress cronico e spesso a comorbidità come ansia, depressione, obesità e diabete. Un corretto inquadramento clinico deve escludere altri disturbi alimentari o dell’umore. La gestione più efficace è multidisciplinare e può includere: La NES non è mancanza di forza di volontà, ma un disturbo reale che coinvolge i ritmi biologici, l’emotività e il funzionamento del cervello. Riconoscerla è il primo passo per intervenire in modo mirato e migliorare significativamente qualità della vita, sonno, salute metabolica e benessere psicologico. Come si manifesta?
• bisogno intenso di mangiare tra cena e sonno,
• scarso appetito al mattino (anoressia mattutina),
• insonnia di inizio o mantenimento,
• umore depresso e peggioramento serale del tono dell’umore,
• convinzione di “non riuscire a dormire senza mangiare”.Da cosa dipende?
Diagnosi e trattamento:
• psicoterapia (in particolare CBT specifica per la NES),
• regolazione del ritmo sonno–veglia,
• tecniche di rilassamento,
• fototerapia,
• in alcuni casi, sotto valutazione specialistica, SSRI.


