fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

rominagiuliani86@gmail.com

Dott.ssa Romina Giuliani

©

Dott.ssa Romina Giuliani


facebook
instagram
linkedin
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

rominagiuliani86@gmail.com

Dott.ssa Romina Giuliani

Reishi e cervello neurodivergente: un supporto nutraceutico tra infiammazione, stress e neuroprotezione

2026-01-16 12:00

Array() no author 90785

Salute mentale, Adattogeno, Nutraceutica, AuDHD, nutraceutica, microbiotaedintorni, adattogeno, funghi-medicinali, reishi,

Reishi e cervello neurodivergente: un supporto nutraceutico tra infiammazione, stress e neuroprotezione

Il Reishi (Ganoderma lucidum) è uno dei funghi medicinali più studiati e utilizzati nella medicina tradizionale cinese. Da secoli viene considerato un

Il Reishi (Ganoderma lucidum) è uno dei funghi medicinali più studiati e utilizzati nella medicina tradizionale cinese. Da secoli viene considerato un rimedio adattogeno, impiegato per sostenere la longevità, l’equilibrio immunitario e la resilienza allo stress. Negli ultimi anni, l’interesse scientifico verso il Reishi si è ampliato anche in ambito neurologico e neuropsichiatrico, grazie ai suoi effetti antinfiammatori, antiossidanti e neuroprotettivi. E sebbene non esistano studi clinici specifici su AuDHD/autismo/ADHD, diversi meccanismi d’azione del Reishi risultano biologicamente rilevanti per il cervello neurodivergente.

 

Uno degli aspetti centrali nelle neurodivergenze riguarda la neuroinfiammazione cronica di basso grado, spesso associata a disfunzioni immunitarie, alterata permeabilità intestinale e attivazione persistente dell’asse HPA. I polisaccaridi e i triterpeni del Reishi mostrano una spiccata azione immunomodulante, capace di:

ridurre la produzione di citochine pro-infiammatorie (come TNF-α e IL-6),

favorire un profilo immunitario più regolato,

contrastare stati infiammatori sistemici che possono influenzare il funzionamento cerebrale.

In un’ottica PNEI, questo effetto è particolarmente interessante per quei profili neurodivergenti in cui l’infiammazione contribuisce a disregolazione emotiva, affaticamento cognitivo e vulnerabilità allo stress.

 

Lo stress ossidativo è un altro elemento frequentemente osservato nelle neurodivergenze, soprattutto in presenza di stress cronico, disturbi del sonno o disbiosi intestinale.

Il Reishi possiede potenti proprietà antiossidanti, in grado di:

neutralizzare i radicali liberi,

proteggere i neuroni dal danno ossidativo,

sostenere la plasticità sinaptica e la salute delle membrane cellulari.

Questi effetti risultano rilevanti per il mantenimento delle funzioni cognitive e per la protezione di un sistema nervoso spesso più sensibile agli stimoli ambientali.

 

Disturbi del sonno e stati ansiosi sono estremamente comuni nelle persone ADHD, autismo e AuDHD.
Il Reishi è classificato come adattogeno, ovvero una sostanza capace di migliorare la risposta dell’organismo allo stress, favorendo un ritorno all’equilibrio fisiologico.

Diversi studi suggeriscono che il Reishi possa:

migliorare la qualità del sonno,

ridurre l’iperattivazione neuroendocrina,

modulare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Un sonno più stabile e una migliore regolazione dello stress rappresentano prerequisiti fondamentali per il funzionamento cognitivo ed emotivo, soprattutto nei cervelli neurodivergenti.

 

Le evidenze disponibili derivano principalmente da studi preclinici, che indicano un possibile ruolo del Reishi nel:

supporto alla memoria,

protezione delle funzioni esecutive,

riduzione del danno neuronale associato a infiammazione e stress ossidativo.

È importante sottolineare che questi risultati non autorizzano conclusioni cliniche dirette, ma forniscono una base biologica plausibile per un utilizzo ragionato all’interno di un percorso integrato.

 

Il dosaggio comunemente utilizzato negli studi e nella pratica nutraceutica è di circa:

→ 1,5 g al giorno di estratto secco standardizzato.

La scelta del prodotto, la durata dell’assunzione e le eventuali interazioni farmacologiche devono sempre essere valutate caso per caso, soprattutto in presenza di terapie in corso. Il Reishi non è una terapia e non sostituisce interventi clinici, ma può rappresentare un supporto complementare all’interno di un approccio personalizzato e neurodiversity-affirming.

 

Il Reishi, grazie alle sue proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie e neuroprotettive, può inserirsi in un modello di cura integrato che tenga conto della complessità biologica del cervello neurodivergente. In nutraceutica, come in neuroscienze, la parola chiave resta sempre la stessa: personalizzazione.

 

Boh B. et al., Biotechnol Annu Rev, 2007

Sanodiya BS et al., Curr Pharm Biotechnol, 2009

Zhou X et al., Int J Biol Macromol, 2018

Bishop KS et al., J Tradit Complement Med, 2015

fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b

Dott.ssa Romina Giuliani

©


facebook
instagram
linkedin