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Microbiota intestinale, aminoacidi e cancro: il ruolo di un singolo gene batterico nella competizione metaboli

2026-04-12 16:33

Romina Giuliani

Microbiota intestinale, aminoacidi e cancro: il ruolo di un singolo gene batterico nella competizione metabolica tumore–sistema immunitario

Negli ultimi anni, il microbiota intestinale si è imposto come uno dei principali modulatori della fisiologia dell’ospite, influenzando non solo il me

 

Negli ultimi anni, il microbiota intestinale si è imposto come uno dei principali modulatori della fisiologia dell’ospite, influenzando non solo il metabolismo e l’immunità, ma anche la carcinogenesi e la risposta ai trattamenti oncologici. In questo contesto, emergono evidenze sempre più solide che collocano il microbiota al centro di una complessa rete di interazioni tra dieta, sistema immunitario e cellule tumorali. 

Un recente studio pubblicato su Cell Host & Microbe introduce un concetto particolarmente rilevante: non è solo la composizione del microbiota a contare, ma anche il suo patrimonio genetico funzionale, fino al livello di singoli geni batterici.

 

Il microbiota come regolatore della disponibilità di nutrienti

È noto che i batteri intestinali competono attivamente per i nutrienti introdotti con la dieta, in particolare per gli aminoacidi, che rappresentano substrati chiave sia per le cellule tumorali sia per le cellule immunitarie. Tuttavia, fino ad oggi non era chiaro in che modo questa competizione influenzasse direttamente la crescita tumorale.

Per colmare questa lacuna, il gruppo di ricerca guidato da Shanshan Qiao (Cornell University) ha utilizzato modelli murini germ-free e convenzionali per valutare l’impatto del microbiota sulla distribuzione degli aminoacidi tra comparto tumorale e sistema immunitario.

 

Aminoacidi e crescita tumorale: il ruolo del microbiota

I risultati mostrano un dato apparentemente controintuitivo ma estremamente rilevante:

  • Nei topi germ-free, una dieta ricca di aminoacidi determina:
    • maggiore disponibilità intestinale di aminoacidi,
    • accelerazione della crescita tumorale.
  • Nei topi con microbiota:
    • i batteri consumano parte degli aminoacidi,
    • si osserva una riduzione della crescita tumorale.

Questo suggerisce che il microbiota agisce come una sorta di filtro metabolico, modulando la quantità di nutrienti effettivamente disponibile per le cellule dell’ospite.

 

Non tutti i microbi sono uguali: il consumo di aminoacidi fa la differenza

Attraverso trapianti di microbiota umano in modelli murini, i ricercatori hanno osservato che:

  • microbi con alta capacità di consumare aminoacidi → tumori più piccoli,
  • microbi con bassa capacità metabolica sugli aminoacidi → tumori più grandi,

Questo passaggio è cruciale: la funzione metabolica del microbiota conta più della sua semplice composizione tassonomica.

 

Il gene chiave: bo-ansB e il metabolismo dell’asparagina

L’aspetto più innovativo dello studio riguarda l’identificazione di un singolo gene batterico, denominato bo-ansB, coinvolto nel metabolismo dell’asparagina.

Questo gene codifica per un enzima capace di degradare l’asparagina, un aminoacido noto per il suo ruolo nella proliferazione cellulare e nella modulazione immunitaria.

Gli esperimenti hanno dimostrato che:

  • In presenza di batteri che esprimono bo-ansB:
    • l’asparagina viene consumata dai microbi,
    • la supplementazione di aminoacidi favorisce la crescita tumorale,
  • In assenza del gene bo-ansB:
    • aumenta la disponibilità di asparagina,
    • si osserva un potenziamento della risposta immunitaria antitumorale,
    • migliora il controllo della crescita tumorale.

 

Una nuova prospettiva: competizione metabolica tumore–immunità

Questi dati suggeriscono un modello estremamente interessante:

  • Gli aminoacidi introdotti con la dieta non sono “neutrali”,
  • Il microbiota decide chi li utilizza: cellule tumorali o cellule immunitarie.

In altre parole, il microbiota agisce come un regolatore della competizione metabolica tra:

  • cellule tumorali (che utilizzano aminoacidi per proliferare),
  • cellule immunitarie (che li utilizzano per sostenere la risposta antitumorale).

 

Implicazioni per la medicina di precisione

Questo studio apre scenari molto rilevanti in ambito clinico:

  • possibilità di profilare il microbiota a livello funzionale/genetico,
  • sviluppo di interventi nutrizionali personalizzati (es. modulazione degli aminoacidi),
  • targeting di specifici pathway microbici (come bo-ansB),
  • integrazione tra nutrizione, microbiota e immunoterapia.

In questa prospettiva, il microbiota intestinale può essere considerato un vero e proprio: “organo metabolico geneticamente modulabile”.

 

Conclusioni

L’evidenza che un singolo gene batterico possa influenzare la distribuzione dei nutrienti tra tumore e sistema immunitario rappresenta un cambio di paradigma. Non si tratta più solo di “cosa mangiamo”, ma di: chi, dentro di noi, utilizza ciò che mangiamo. E questo “chi” è, in larga parte, il nostro microbiota.

 

https://www.cell.com/cell-host-microbe/abstract/S1931-3128(25)00522-0?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1931312825005220%3Fshowall%3Dtrue 

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