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Alimentazione, microbiota e Alzheimer: il potenziale della dieta MIND

2026-01-28 11:00

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Salute mentale, Anti-age, Alzheimer, Asse intestino-cervello, Medicina funzionale, Probiotici, Postbiotici, Asse intestino-organi, Prebiotici, Prevenzione, Stress, microbiota-intestinale, microbiotaedintorni, alzheimer, dieta-mind,

Alimentazione, microbiota e Alzheimer: il potenziale della dieta MIND

La malattia di Alzheimer (AD) è una condizione neurodegenerativa progressiva con impatto crescente sulla salute pubblica. Le attuali terapie farmacolo

 

La malattia di Alzheimer (AD) è una condizione neurodegenerativa progressiva con impatto crescente sulla salute pubblica. Le attuali terapie farmacologiche offrono benefici limitati; per questo, negli ultimi anni si sta esplorando con crescente interesse il ruolo di interventi dietetici e stili di vita nella modulazione dei processi patologici associati alla malattia.

 

Che cosa è la dieta MIND?

La Dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay) è un modello alimentare che combina elementi della dieta mediterranea e della dieta DASH, focalizzandosi su cibi neuroprotettivi come:

  • Verdure (in particolare a foglia verde),
  • Frutta,
  • Pesce,
  • Noci,
  • Olio d’oliva,
  • Legumi,
  • Cereali integrali.

 

Diversi studi epidemiologici suggeriscono che questa dieta associata a uno stile di vita sano può ridurre il declino cognitivo e il rischio di Alzheimer.

 

Obiettivo dello studio

Il lavoro pubblicato su Nutrients ha analizzato se un intervento nutrizionale basato sulla dieta MIND possa:

  1. Migliorare l’aderenza alla dieta mediterranea, e
  2. Modulare la composizione del microbiota intestinale in persone con Alzheimer rispetto a controlli sani.

 

Metodologia

  • 60 partecipanti (30 con Alzheimer, 30 controlli cognitivamente sani),
  • Valutazioni alla baseline (T0) e dopo counseling alimentare (T1),
  • Misura dell’aderenza alimentare tramite il questionario MEDAS,
  • Analisi del microbiota intestinale mediante sequenziamento del 16S rRNA.

 

Risultati principali

→ Migliore aderenza alla dieta mediterranea nei soggetti con Alzheimer dopo il percorso MIND: più verdure consumate quotidianamente e riduzione del burro nel piatto.

→ Modificazioni significative del microbiota nel gruppo Alzheimer:

  • Aumento della diversità microbica (parametro associato a un microbiota più resiliente),
  • Incremento di specie legate alla produzione di SCFA (short-chain fatty acids), come Anaerobutyricum hallii e Blautia luti, positivi per la salute intestinale,
  • Riduzione di taxa associati a disbiosi e degradazione della mucina.

→ Il gruppo controllo, già con buona aderenza mediterranea alla baseline, mostrava cambiamenti meno marcati nei punteggi MEDAS e nella composizione batterica.

 

Perché è importante?

I risultati indicano che un intervento alimentare strutturato come la dieta MIND può:

  1. Favorire cambiamenti positivi nelle abitudini alimentari anche nei pazienti con Alzheimer,
  2. Influenzare la diversità e la composizione del microbiota intestinale — potenzialmente collegata a meccanismi dell’asse microbiota-intestino-cervello.

Queste modifiche microbiche, tra cui l’aumento di specie produttrici di SCFA, sono state associate in altri studi a benefici metabolici, immunitari e — attraverso vie di comunicazione microbiota-cervello — possibili effetti su funzioni cognitive (anche se sono necessari studi più grandi e controllati per confermare un effetto clinico diretto).

 

Conclusioni e prospettive

Questo studio osservazionale suggerisce che interventi dietetici non restrittivi possono rafforzare la dieta mediterranea in persone con Alzheimer, inoltre, il microbiota intestinale è sensibile a tali interventi e potrebbe rappresentare un bersaglio modificabile in futuro.

Sono necessari studi randomizzati, su campioni più ampi, per confermare l’impatto sul decorso clinico della malattia.

 

https://doi.org/10.3390/nu18020193 

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