Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha scoperto che l’intestino e i reni non lavorano più come sistemi isolati: esiste un vero e proprio asse intestino-rene (gut–kidney axis), attraverso il quale metaboliti prodotti dal microbiota possono influenzare la funzione renale e l’infiammazione sistemica.
In questo articolo esploriamo come alcuni nutrienti e composti bioattivi — da fibre e omega-3 a peptidi funzionali — possano modulare questo asse e potenzialmente contribuire alla prevenzione o alla gestione delle malattie renali croniche (CKD).
1. Cos’è l’asse intestino-rene?
L’asse intestino-rene si riferisce all’interazione bidirezionale tra microbiota intestinale e funzione renale. In condizioni di disbiosi intestinale e permeabilità aumentata della barriera intestinale, metaboliti pro-infiammatori possono entrare in circolo e raggiungere i reni, promuovendo danni e infiammazione.
Al contrario, un microbiota equilibrato produce metaboliti benefici come butirrato, che può sostenere l’integrità della barriera intestinale e modulare l’infiammazione sistemica.
2. Nutrienti chiave che modulano l’asse
Fibre prebiotiche
Le fibre non digeribili favoriscono la fermentazione batterica e la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) come il butirrato, che supportano l’integrità intestinale e riducono l’infiammazione.
Peptidi bioattivi
Prodotti dalla digestione di proteine o dalla fermentazione di alimenti specifici, alcuni peptidi bioattivi possono avere effetti antiossidanti e anti-infiammazione, migliorando la comunicazione tra intestino e sistemi organici come i reni.
Omega-3
Gli acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) sono noti per le loro proprietà anti-infiammatorie e possono favorire un microbiota più equilibrato e meno pro-infiammatorio.
3. Meccanismi molecolari
I metaboliti microbici possono influenzare:
- l’espressione di citochine pro-infiammatorie,
- la permeabilità della barriera intestinale,
- l’attività immunitaria sistemica.
Questi effetti hanno rilevanza diretta nelle condizioni di malattia renale cronica, dove l’infiammazione sistemica gioca un ruolo chiave nella progressione della patologia.
4. Implicazioni pratiche per la nutrizione clinica
- Dieta ricca di fibre (verdure, legumi, cereali integrali) per aumentare SCFA benefici,
- Omega-3 da pesce grasso o integratori per effetti antinfiammatori,
- Alimenti fermentati (yogurt, kefir, kimchi) per favorire biodiversità microbica,
- Fonti proteiche diverse per stimolare la produzione di peptidi bioattivi.
Conclusione
La nutrizione è un potente modulatore dell’asse intestino-rene. Comprendere come specifici nutrienti e metaboliti microbici influenzano la fisiologia renale apre nuove strade per strategie nutrizionali preventive e terapeutiche, soprattutto nelle fasi precoci della malattia renale cronica.
https://doi.org/10.3390/nu18020263


