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Peperoncino e ADHD: può il microbiota intestinale fare da ponte?

2026-01-28 11:51

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Salute mentale, Longevity, Alimentazione, Nutraceutica, ADHD, Asse intestino-cervello, adhd, microbiotaedintorni, peperoncino, capsaicina,

Peperoncino e ADHD: può il microbiota intestinale fare da ponte?

Negli ultimi anni la ricerca sull’ADHD si è progressivamente allontanata da una visione esclusivamente cerebrocentrica, aprendo a modelli più compless

Negli ultimi anni la ricerca sull’ADHD si è progressivamente allontanata da una visione esclusivamente cerebrocentrica, aprendo a modelli più complessi e integrati. Uno di questi è l’asse microbiota-intestino-cervello, oggi considerato un elemento chiave nella modulazione di funzioni cognitive, comportamento, infiammazione e neurotrasmissione.

 

Una review pubblicata nel 2025 su Frontiers in Nutrition ha esplorato un’ipotesi interessante:
→  alcuni componenti del peperoncino, in particolare la capsaicina, potrebbero influenzare i sintomi dell’ADHD attraverso il microbiota intestinale.

 

ADHD: una condizione multifattoriale

L’ADHD non è riconducibile a una singola causa. È il risultato dell’interazione tra:

  • genetica ed epigenetica,
  • sviluppo neurobiologico,
  • infiammazione sistemica e neuroinfiammazione,
  • metabolismo dei neurotrasmettitori,
  • fattori ambientali, inclusa la dieta.

 

Negli ultimi anni è emersa con forza l’idea che il microbiota intestinale possa modulare alcuni di questi processi, influenzando attenzione, impulsività, regolazione emotiva e risposta allo stress.

 

Il ruolo del microbiota intestinale

Il microbiota comunica con il cervello attraverso:

  • produzione di metaboliti (SCFA come butirrato, acetato, propionato),
  • modulazione del sistema immunitario,
  • regolazione dell’infiammazione,
  • influenza sulla sintesi e disponibilità di neurotrasmettitori (dopamina, serotonina, GABA).

Alterazioni della composizione microbica sono state osservate anche in soggetti con ADHD, suggerendo un possibile contributo alla sintomatologia.

 

Peperoncino e composti bioattivi

Il peperoncino non è solo “piccante”. Contiene molecole biologicamente attive, tra cui:

Capsaicina

  • attiva il recettore TRPV1,
  • possiede effetti antinfiammatori e antiossidanti,
  • può modulare la composizione del microbiota,
  • in modelli sperimentali favorisce batteri produttori di SCFA.

Vitamina C

  • coinvolta nella sintesi dei neurotrasmettitori,
  • supporta la funzione immunitaria,
  • contribuisce al controllo dello stress ossidativo.

Acidi grassi insaturi

  • supportano l’integrità delle membrane neuronali,
  • partecipano alla modulazione dell’infiammazione,
  • interagiscono con il microbiota intestinale.

 

Il collegamento con l’ADHD

Secondo gli autori della review, questi composti potrebbero:

  1. migliorare l’equilibrio del microbiota,
  2. ridurre l’infiammazione sistemica,
  3. influenzare la neurotrasmissione,
  4. modulare il comportamento attraverso l’asse intestino-cervello.

→ Non come trattamento, ma come possibile strategia nutrizionale di supporto, da inserire in un approccio integrato.

 

Cosa è importante chiarire

È fondamentale evitare semplificazioni e parlare di “cura per l'ADHD”. Inoltre, non esistono dosaggi clinici definiti e gli studi sull’uomo sono ancora limitati. Le evidenze attuali derivano soprattutto da studi preclinici. E' importante sottolineare che la capsaicina non è tollerata da tutti, soprattutto in caso di:

  • disbiosi,
  • IBS,
  • infiammazione intestinale,
  • ipersensibilità viscerale.

 

Conclusioni

Questa review apre uno scenario interessante: la nutrizione, anche attraverso alimenti “insospettabili” come il peperoncino, può dialogare con il cervello passando dall’intestino. Ma il messaggio chiave resta uno:
non esistono alimenti magici, esiste la personalizzazione.

 

Nel contesto dell’ADHD, ogni intervento nutrizionale va valutato sulla base di:

  • storia clinica,
  • assetto intestinale,
  • tolleranze individuali,
  • quadro neurocomportamentale.

 

https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2025.1551650/full

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